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Sarà l’anno più caldo della storia? Limet spiega perché probabilmente non sarà così

Per Gavin Schmidt della Nasa, che ha commentato i nuovi dati via Twitter, “con l’aggiornamento di aprile c’è oltre il 99% di possibilità che il 2016 sia un nuovo anno record” delle temperature. Il commento è rimbalzato prima su “The Guardian” e poi sulle pagine dei giornali nazionali. Così mezzo mondo e l’intera Italia gridano alla calamità prossima ventura.

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Abbiamo chiesto a Vittorio Scrivo, previsore dell’associazione di meteorologia ligure Limet, di spiegarci se la questione ha davvero un fondamento o se al coro dei siti “professionisti dell’allarmismo meteo” si stanno unendo soggetti ben più blasonati. Ecco la risposta

Sebbene le teleconnessioni e la circolazione atmosferica a livello globale, non siano propriamente la nostra materia, ci tengo a dire un paio di cose. Con tutto il rispetto per “il Guardian”, gli “scienziati” e la Nasa, ma affermare a maggio, mese che tra l’altro, almeno nel nord-Italia, sta proseguendo grossomodo in media, che il 2016 sarà più caldo del 2015 è quantomeno azzardato. Vero che ci troviamo nel bel mezzo di quello che dai più viene definito “Global Warming” (riscaldamento globale n. d. r), e cioè una fase climatica indirizzata ad un progressivo surriscaldamento, tuttavia l’anno scorso, ad incidere apprezzabilmete c’è stato El Niño, abbreviazione di Enso, El Niño-Southern Oscillation, un particolare fenomeno climatico consistente in un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico centro-meridionale e orientale. Ma el Niño è ora in fase calante, e anzi, in autunno, segnatamente nel mese di settembre, è previsto l’insorgenza del fenomeno opposto, basato sul sensibile raffreddamento del suddetto settore, la cosiddetta Niña. È ancora troppo presto per dirlo, ma ciò potrebbe giocare a sfavore di un replay del 2015. Le manie di protagonismo dell’uomo sono storicamente risapute, non mi soprende quindi leggere di come l’effetto serra sia diventato il “fattore determinante” del “Global Warming”. Mi limito a dire che in tempi passati, più o meno lontani, si sono già susseguiti numerosi cicli climatici improntati al segno +, anche più eclatanti di quello che stiamo vivendo noi ora, preceduti e/o susseguiti da altrettanti cicli climatici improntati al segno -. Quelli de “Il Guardian” farebbero quindi bene, per completezza e coerenza di informazione, a parlare anche di questo; sono sicuro che la Nasa e gli scienziati sarebbero felici di fornire loro i dati necessari.

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